Recensione Feel Good – Serie TV

Feel Good rappresenta il debutto televisivo della comica e attrice canadese Mae Martini, che non solo interpreta il ruolo principale, ma ne è anche co-creatrice insieme a Joe Hampson.

La serie, disponibile su Netflix e diretta da Ally Pankiw, si basa in parte sulla vita semi-autobiografica di Mae Martin. Nei sei episodi che la compongono, il personaggio principale porta il suo stesso nome e molte delle sue caratteristiche sono ispirate alla vita reale dell’attrice.

Feel Good

Trama Feel Good

La trama di Feel Good ruota attorno a Mae, una comica canadese di stand-up che risiede a Londra e si esibisce in un club della città. Durante uno dei suoi spettacoli, Mae incontra George, una donna eterosessuale che si trova irrimediabilmente affascinata da lei, nonostante abbia avuto solo relazioni con uomini fino a quel momento.

Nel corso delle settimane, Mae e George iniziano una relazione e decidono di trasferirsi nell’appartamento di George, insieme al coinquilino Phil. Mentre George lotta con la propria identità sessuale e cerca di nascondere la sua bisessualità agli amici e alla famiglia, Mae affronta i suoi problemi di instabilità emotiva e la sua storia di dipendenza dalla cocaina. Quest’ultima sfida continua mentre partecipa a un gruppo di sostegno per tossicodipendenti.

Feel Good esplora attraverso la relazione tra Mae e George una profonda riflessione sui rapporti umani. In soli sei episodi dalla durata di circa 25 minuti ciascuno, la serie riesce a catturare l’attenzione degli spettatori e a intrattenerli in modo coinvolgente.

Il fulcro della serie è la relazione tra Mae e George, che crea un terreno fertile per discorsi significativi sulle relazioni umane e sull’affermazione dell’identità personale. Feel Good affronta con maestria le sfide legate all’accettazione della propria sessualità e alle incertezze che derivano da essa.

Sia Mae che George condividono la paura che la loro relazione possa essere solo temporanea o destinata a svanire. Mae teme che una relazione omosessuale non sia adeguata per George, mentre quest’ultima ha timori riguardo al fatto che Mae possa considerarla solo una tappa nella sua vita attuale.

Quando la sceneggiatura fa la sua figura

La sceneggiatura di Feel Good è impeccabile, trattando con rispetto e sensibilità temi complessi come la lotta contro la dipendenza. La serie riesce a sfatare stereotipi e, al contempo, a mettere in luce come la dipendenza possa minacciare la relazione tra George e Mae.

Feel Good
Feel Good

Feel Good scorre fluidamente senza mai cadere nel banale o perdere di vista la sua trama. La serie affronta la sessualità in modo naturale, evitando scene superficiali o inutili censure, ma senza cadere nel voyeurismo. L’intimità delle protagoniste è trattata con autenticità, dolcezza e realismo, contribuendo positivamente all’esperienza complessiva della serie.

Feel Good si distingue per la sua sincerità nell’affrontare temi complessi senza mai scadere nella banalità.

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