Recensione: Gianna di Arianna Melone

Oggi vi racconto di Gianna di Arianna Melone edito da Becco Giallo. Chi è Gianna? E’ una ragazza che vive nel periodo delle assemblee studentesche della Bologna degli anni Settanta. In queste occupazioni e assemblee universitarie si toccano temi importanti come l’aborto, tema che ancora tutt’oggi è ancora un tema quasi tabù, si parla di università accessibile, dell’apertura di centri di sviluppo dei centri sociali e anche della lotta del proprio corpo.

  • Titolo: Gianna
    Autrice: Arianna Melone
  • Casa editrice: Becco Giallo
  • Data di uscita: 23 luglio 2020
  • Pagine: 128
  • Prezzo: 18,50€
  • Link di acquisto: Qui

Recensione Gianna

Oppure, semplicemente, questo non è il posto per me?

Sono davvero una specie di mostro?

Gianna, invece combatte e partecipa a queste assemblee studentesche per cercare di rendere utili e indispensabili queste lotte. Ma è anche una ragazza che cerca di trovare un lavoro dignitoso e non il classico lavoro da cameriera in un bar che ha troppi occhi che guardano, tutti puntati sulla sua persona e che spesso porta a scenate e risse, creando problemi nei confronti del titolare. Convive anche con il ricordo spiacevole: la perdita della cara sorella, persa in uno dei temi più cari e importanti delle assemblee studentesche di questo periodo.

Gianna

Prima della legge istituita nel 1978, l’aborto era un reato e infatti molte donne si affidano agli aborti clandestini che spesso portavano alla morte certa della donna. Nel maggio del 1978 il Parlamento italiano sanciva con la legge n° 194 la legalità dell’aborto, o meglio, dell’interruzione volontaria di gravidanza. Non era più un reato, anzi la donna aveva il diritto di poter scegliere se poter tenere il bambino o no.

Gianna sa di non essere perfetta, di essere una persona diversa da tutti gli altri, lo sa benissimo perché il mondo non accetta il suo modo di essere e di fare. Gianna è sempre coinvolta al centro dell’attenzione, viene costantemente presa di mira da pregiudizi e viene segnate come una persona dalle cattive intenzioni.

Che dire di Gianna? E’ una storia che lascia quel retrogusto amaro, soprattutto quando si arriva alla fine del fumetto.

Arianna Meloni in 128 pagine riesce a racchiudere dei temi forti e che ahimè ancora oggi persistono e in certi versi sono oggetti contrastanti tra i pensieri di molta gente, come l’aborto. E’ volume dove affrontiamo la disparità sessuale, il diritto di lavoro, prevale molto il maschilismo e i pregiudizi.

Che poi non è nemmeno bella

E’ tutta strana!

Ma allora perché tanto piace?

Boh.

E come si chiama?

Gianna.

Non finisce qui, Arianna Meloni riesce a far emergere tra le pagine e dai disegni color pastello scene più delicate e forti. E’ una storia che parla di una ragazza, ma mette a nudo delle problematiche che ancora oggi sono ben evidenti come provare la sensazione di essere diversi, sbagliati nel modo di fare e di dire, di sentirsi fragili e fuori luogo, ma soprattutto di aver paura di essere noi stessi soprattutto nel contesto sessuale, perché potremmo essere definiti pazzi e persino sbattuti dentro un manicomio, lasciati a marcire senza ulteriori spiegazioni.

Gianna

Questo non fa distinzione tra donna e uomo. Gianna si conclude con contenuti extra con degli sketch che fanno apprezzare nel suo complesso il volume con brossura e alette.

Gianna è disponibile in tutte le librerie e fumetterie edita da Becco Giallo edizioni, che si aggiunge nella collana Rami, che già fanno parte molti volumi come Allan Meyer di Paolo Castaldi, Malibù di Eliana Albertini e Il futuro è un morbo oscuro Dottor Zurich! di Lise e Talami.

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