Intervista all’autore Gennaro Ponte

In questa intervista abbiamo il piacere di parlare con Gennaro Ponte, autore di La casa non a caso. Ritornare persona dopo la povertà.

Intervista all’autore Gennaro Ponte

Può raccontarci qualcosa di sé e della sua carriera di autore?

Sono un assistente sociale specialista che sogna di diventare Dottore di Ricerca. Mi piace definirmi sociologo prestato al diritto. Affermo di essere un assistente sociale specialista, prima di tutto, poiché sono regolarmente iscritto all’Ordine professionale, pur non avendo ancora avuto modo di esercitare questa professione meravigliosa.

La mia carriera da Autore ha preso avvio nel 2020, allorquando ho pubblicato il mio primo saggio dal titolo “La casa non a caso. Ritornare Persona dopo la povertà”. Ho in seguito scritto la postfazione di un saggio di psicologia e diversi articoli. Attualmente sto lavorando alla pubblicazione di una nuova opera.

Gennaro Ponte

Quali sono i temi che affronta nelle sue opere?

Nei miei scritti mi focalizzo molto sulla necessità di porre al centro la Persona umana, i suoi bisogni, ma soprattutto i suoi desideri. I miei lavori partono dall’esistente per disegnare prospettive future e sono connotati tutti da un richiamo al senso dell’etica.

Qual è il processo di scrittura che segue?

Quando scrivo saggi o articoli, il primo passo che compio è valutare la letteratura scientifica sul tema da sviluppare.
Successivamente individuo passaggi o concetti trattati in maniera eccessivamente sommaria, per poi verificare se quei vuoti argomentativi siano stati colmati da autori internazionali; infine provo a stabilire dei punti di connessione tra i diversi testi consultati e inizio la stesura.

Quando compongo poesie, invece, mi lascio guidare dall’emozione del momento, anche se non amo chiudere i componimenti con i versi che riporto sul foglio di getto. Preferisco ritornare tra le strofe alla ricerca di un

Quali sono le difficoltà che incontra nel suo lavoro?

Nella mia attività di Autore la difficolta maggiore risiede nella gestione del tempo. Visto che svolgo un’altra professione, infatti, devo scrivere di notte o nei fine settimana.

In seconda battuta, direi che una questione seria che devo fronteggiare riguarda il fatto che tanti volumi intorno alle tematiche su cui mi soffermo, spesso, non sono più in commercio, perciò mi devo impegnare ad attivare prestiti interbibliotecari.

Gennaro Ponte

Quali sono i consigli che darebbe a chi vuole intraprendere la carriera di scrittore?

Consiglierei agli aspiranti scrittori di avere le idee chiare attorno al proprio manoscritto, anche in riferimento al target che si vuole raggiungere e ai messaggi che si vogliono lasciare al mondo.

Poi credo che chi scrive debba essere umile, ancor più a inizio carriera. Tanti pensano di consegnare agli Editori l’opera del secolo e questo non depone a favore della Cultura.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Punto a pubblicare un nuovo saggio entro la fine di quest’anno e di riuscire, finalmente, a far diventare la mia passione per la scrittura un lavoro stabile.

Quali sono i suoi autori preferiti?

Adoro Montale, apprezzo Pavese e traggo ispirazione da Jedlowski.

Qual è il libro che ha letto più di recente?

Ho riletto a distanza di anni “Il barone rampante” di Calvino  e sto per completare la lettura di un saggio di Bauman titolato “La società individualizzata”.

Qual è il suo rapporto con i social media?

Rapporto idilliaco. Utilizzo i social con intensità variabile e tenendo in considerazione le insidie che possono nascondersi dietro la comunicazione presentata in questi spazi: fraintendimenti, frammentazione e polarizzazione.

Qual è il suo messaggio per i lettori?

Siate sempre voi stessi, non omologatevi, perché la libertà si fa spazio anche grazie alla diversità.

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